Calendario

Tutto lo Strings Theory giorno per giorno

dalle 10.00
masterclass a cura del M° Marco Riva

In un’area riservata ad hoc gli allievi che avranno effettuato l’apposita iscrizione avranno l’incredibile opportunità di partecipare e seguire la Masterclass del Maestro Marco Riva

21.00
concerto internazionale James Maddock - David Immergluck - Alex Valle


Maddock e la sua band suonano spesso dal vivo, soprattutto in un locale cult del Village, Il Rockwood Music Hall. Durante uno di questi live avviene l’incontro con David Immergluck, chitarrista della rock band di fama mondiale Counting Crows oltre che dei Camper Van Bethoven e di John Hiatt per il pluripremiato album Crossing Muddy Waters. Immergluck e Maddock incominciano a frequentarsi e a suonare spesso insieme. Esiste un bellissimo disco intitolato Jimmy & Immy, registrato dal vivo al Rockwood Music Hall, che testimonia il feeling eccezionale tra questi due musicisti. Un disco potente, loro due soli sul palco, con le chitarre acustiche e il mandolino. È proprio in compagnia di David Immergluck e Alessandro Valle (chitarrista di De Gregori) che James Maddock calca il palco del FolkClub nel febbraio 2016 per un concerto memorabile, testimoniato dall’album Live in Italia, registrato dal vivo proprio in quella occasione, pubblicato da Appaloosa nel 2016. Dopo lo spettacolo del marzo 2018 nel quale James ci ha presentato il suo splendido Insanity vs Humanity
Alex Valle. Polistrumentista formatosi in America (ha studiato a Nashville con Jeff Newman e a Washington DC con Mike Auldridge), è specializzato in chitarre slide, pedal steel e dobro. È uno dei session man più richiesti in Italia, lo dimostra l’elenco delle sue collaborazioni: Lucio Dalla, Enrico Ruggeri, Luigi Grechi, Alan Sorrenti, Vernice, Little Tony, Ron. All’estero ha collaborato con personaggi quali Chris White (Dire Straits/Robbie Williams), Steve Philips (Notting Hillbillies), Sons of the Desert, Richard Bennet (Mark Knopfler), Greg Trooper.
Da anni fa parte stabilmente della band di Francesco De Gregori

21.00
concerto Prison Songbook


Può la creatività trovare sbocco nella più tragica condizione umana? E quando ciò avviene che valori e storie esprime e trasfigura?
Ancora prima di conoscere più a fondo le motivazioni del blues e la storia del popolo che del blues ha fatto il suo linguaggio e in qualche modo la sua rivincita, il suo riscatto, ancor prima di avere ben chiari in testa e sulla pelle i significati di sopruso, lotta, esilio, si ha come l’impressione che ora più che mai tutto questo ci riguardi.
Nel momento storico che stiamo vivendo, in cui i progressi fatti in secoli, millenni di sviluppo di coscienza e di idee sembrano non solo annullarsi ma addirittura perdere di significato e legittimità, il blues e i suoi artisti hanno ancora molto da raccontarci e insegnarci, sia a livello umano che artistico, caratteri che in realtà si fondono insieme perché parte di un vero e proprio mood culturale che ha riguardato ogni aspetto della vita e dell’esperienza di un popolo rubato alla sua terra e privato della sua libertà.
Dopo un secolo tutto ciò è ancora tremendamente attuale e Prison Songbook nasce anche da questa consapevolezza, portando la provocazione all’eccesso nel scegliere di raccontare specificamente il blues della perdita di libertà e dignità per eccellenza, cioè il blues delle carceri e dei campi di lavoro.
Abbiamo trovato traccia di prison song in tantissimi autori da Robert Pete Williams, Son House, a Charlie Patton a Bukka White, Peg Leg Howell, Blind Lemon Jefferson, R.L. Burnside, Furry Lewis, Leadbelly, Skip James, Robert “Guitar Welch”, Scrapper Blackwell ecc. Abbiamo scoperto incredibili work song.
Abbiamo capito che la voce umana e lo spirito umano non si possono chiudere dentro una gabbia.
Prison Songbook racconta la musica e la poesia di grandi artisti a cui veniva letteralmente pagata una cauzione dai pochi filantropi del tempo perché potessero almeno per un giorno uscire di prigione e registrare le opere senza le quali la musica, per come la conosciamo e apprezziamo oggi, non esisterebbe.
Prison Songbook rappresenta un unicum alla interno delle proposte culturali e musicali non solo a livello italiano in quanto affronta un tema di grande attualità che può essere spunto di riflessione anche per la società contemporanea

21.00
progetto CANZONI DEL MARE SALATO

Siamo lieti di ospitare il progetto
concept album
CANZONE DEL MARE SALATO
Ricerca e omaggio a Corto Maltese

del M° Gerardo Balestrieri


CON PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA FINO A ESAURIMENTO POSTI

20.00
concerto FRANCESCA DELLA PUPPA TRIO

SERATA DI GALA CON DEGUSTAZIONE E CONCERTO
Il trio con Francesca Della Puppa alla voce, Davide Baldo alla chitarra e Marco Privato al contrabbasso, si è formato nel 2017 in occasione della rassegna “Women for Freedom in Jazz”. Presenta un repertorio di standard jazz dagli anni ’20 agli anni ’60 in cui lo swing è caratterizzante. Nati per far ballare, molti di questi brani erano inseriti in spettacoli di Broadway e sono stati inclusi nelle colonne sonore di alcuni noti film della storia del cinema. Non mancheranno altri ritmi e sonorità: blues, latin, ballad. Tra gli autori vi sono Cole Porter, George e Ira Gershwin, Duke Ellington, Fats Waller, Irving Berlin, Dave Frishberg.

Dress Code anni 20
abito scuro per i Gentiluomini
abito lungo da Gran Sera per le Signore

20.00
concerto THE TWISTERS with Alice Violato

SERATA DI GALA CON DEGUSTAZIONE E CONCERTO


Open Act
Nick & Jack
giovanissimo Duo veneziano che sta iniziando ad avere un caloroso riscontro di pubblico nei loro concerti presso le serate live al Generator di Venezia che trascinerà il pubblico nelle rivisitazioni di grandi brani blues e rock della storia

The Twisters with Alice Violato
La band The Twisters with Alice Violato affonda le sue radici nella tradizione blues propone uno show carico di groove dove sfavillano i soli alla chitarra elettrica di Paolo Bacco e all’organo hammond di Claudio Lupo. La collaudatissima sessione ritmica è composta da Nick Muneratti al basso e Matteo Coassin alla batteria, mentre Alice Violato calca il palco con la sua ineguagliabile grinta e la sua graffiante voce nera.

Dress Code anni 20
abito scuro per i Gentiluomini
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20.00
concerto MORE SUNDAYS DUO

SERATA DI GALA CON DEGUSTAZIONE E CONCERTO

La musica di Elisabetta Maulo e Piergiorgio Pirro può essere descritta come una sorta di contemporaneo jazz da camera influenzato dalla prima musica jazz. E’ a volte minimalista, a volte orchestrale, focalizzato su aspetti come il suono terroso e blues della prima era del jazz, il suo approccio ritmico unico e l’uso della polifonia negli arrangiamenti. A fianco delle loro composizioni originali, il Duo suona la musica di compositori come George W. Thomas, Spencer Williams, W. C. Handy, Fats Waller, Billy Strayhorn, e fanno incursioni in altri territori come i songbooks americani e brasiliani e i grandi autori italiani del passato.
Hanno cominciato a collaborare nel 2011 nella formazione di Duo piano e voce, lavorando con un repertorio del jazz degli anni 20 e 30 e subito iniziando a comporre il loro personale genere. Questa transizione è documentata nell’album “Early”

Dress Code anni 20
abito scuro per i Gentiluomini
abito lungo da Gran Sera per le Signore

21.00
concerto Trio Labìr

La loro proposta originale suscita subito curiosità e interesse, in virtù della loro capacità di unire le raffinatezze esecutive del progressive con tutto il calore e l’energia del folk. Dal 2019 il repertorio proposto in concerto è praticamente tutto di composizione con brani originali suonati e cantati sempre intriganti, evocativi e di grande suggestione.

21.00
“VIAGEM - MUSICA IN CAMMINO”. Sogno, Mito, Simbolo, Il viaggio dell'Arte nei luoghi d'Arte

Progetto del M° Luca Paccagnella – violoncello

ville, palazzi, chiese o castelli, accuratamente scelti in base alle loro caratteristiche geometriche che generano una particolare distribuzione del suono dislocati nella Regione, un viaggio culturale iniziato dal fiume Po che ora si estenderà in tutto il Veneto. Musica e Architettura, infatti, sono due forme di comunicazione che hanno molto in comune. In musica si parla di armonia, equilibrio, proporzione e ritmo; tutte espressioni che troviamo anche in campo architettonico. Ecco allora che le sale stesse, scelte per le esecuzioni, diverranno “casse di risonanza” che permettono di esaltare sia da un punto di vista visivo, sia da un punto di vista acustico le Suites per violoncello di J.S. Bach e altri brani di compositori affini o influenzati dalla sua opera. Il Progetto 2020 si articolerà in diversi percorsi a seconda delle aree geografiche e dei luoghi scelti, un viaggio al Centro del Suono nei luoghi d’Arte:

21.00
Il canto libero delle stelle mediterranee

Dalla voglia di raccontare le esistenze straordinarie di alcune delle più autorevoli cantanti del mondo arabo-mediterraneo e di celebrare il potere liberatorio della voce nasce il reading musicale Il canto libero delle stelle mediterranee scritto e narrato da Francesca Bellino e interpretato musicalmente da Stefano Saletti e Barbara Eramo. Per smentire il pregiudizio che cristallizza l’immagine delle donne arabe in signore velate, sottomesse e ammutolite, basta dare un’occhiata alla storia della musica arabo-mediterranea del ‘900 e scoprire figure femminili emblematiche, lontane dagli stereotipi diffusi in Occidente. Questa storia ci parla di cantanti autorevoli, forti e libere che sono riuscite a tirare fuori la Voce e a essere padrone del loro destino, dalla diva egiziana Omm Kulthum, “la madre di tutti”, alla principessa drusa Asmahan, dalla cantante tunisina di origine berbera Saliha e alla star libanese, ancora vivente, Fairuz, donne che si sono fatte strada negli stessi anni in cui sull’altra sponda del Mediterraneo, sull’isola della Sicilia, nasceva, lottava e cantava la nostra Rosa Balistreri, simbolo italiano dell’emancipazione femminile passata attraverso il canto.

La musica è il tuo futuro

Avvicinati al mondo della musica e conosci tutti i mestieri che girano intorno al palco

Lo spirito del Festival

Lo Strings Theory Music Fest – OVER THE WALL

Special edition 2020

Nell’anniversario della caduta del muro di Berlino la seconda edizione dello Strings Theory Music Fest celebra il primo anno dopo il muro con “Over the Wall” proponendo musica e cultura contro ogni barriera.

La riflessione e il contributo che lo Strings Theory vuole portare è culturale e sociale perché le nuove generazioni non costruiscano più muri nel futuro. Il Festival vuole usare la musica e la cultura per sensibilizzare alla conoscenza dell’altro, proponendo l’incontro contro ogni barriera di diversità che può invece essere potenziale di arricchimento! Ognuno ha le proprie caratteristiche, la propria cultura, la propria lingua, i propri talenti, il proprio genere; è solo conoscendo e incontrando e scambiando conoscenze ed emozioni con chi ci sembra “diverso” o lontano da noi, che faremo progredire la civiltà umana.

Il muro di un carcere, ad esempio, non rinchiude solo chi vi si trova dentro, ma è un muro anche per chi è all’esterno con la non conoscenza, il pregiudizio, ma anche col rischio di entrarci. I muri delle differenze culturali ed etniche sono fatti di atteggiamenti per cui la consuetudine è dire “tu sei diverso”, noi vogliamo istillare l’abitudine di dire “io sono questo: la mia etnia, la mia storia, la mia cultura; raccontami tu come sei”.

La caduta del muro di Berlino è solo il fatto storico e sociale più recente che lo Strings theory music Fest vuole celebrare, ma non è l’unico anniversario importante per i temi che ci stanno a cuore: siamo entrati nel 2020 e 100 anni fa iniziavano i “Ruggenti anni venti” che dettero il via a una trasformazione sociale e culturale fondamentale per i diritti e per l’evoluzione del costume e della musica. Quest’anno si celebra, infatti, il centenario della prima incisione di Blues cantato da un artista afroamericano, già questo basterebbe come evento da celebrare, ma vogliamo rilevare che quell’artista afroamericano che nel 1920 vendette milioni di copie col disco Crazy Blues per l’Okeh Records era una donna: Mamie Smith!

Anche un altro grande artista afroamericano negli anni 20 a New York riuscì con la sua arte a infrangere un muro:

Duke Ellington fu il compositore più importante del famoso Cotton Club che noi tutti ricordiamo per la sua affascinante atmosfera, il Cotton club in realtà era un vero baluardo della discriminazione. In questo locale tutta la scenografia e gli arredamenti lussuosissimi avevano il tema dell’Africa e i neri erano i servitori e gli artisti con la clausola rigidissima di non potersi mescolare ai bianchi. Il pubblico era l’alta società bianca che andava ad assistere a spettacoli con musicisti e ballerine neri. Duke Ellington non si ribellò direttamente a questa situazione, bensì la usò a vantaggio proprio e degli afroamericani creando questo genere musicale inconfondibile che era la voce dei neri oppressi portati ad altezza artistica sofisticata rompendo la barriera della possibilità di vita promiscua tra bianche e neri nella musica e da lì l’America bianca non poté più relegare la musica degli afroamericani ai loro luoghi nascosti.

I muri non sono solo esterni a noi, ma interni: la sfiducia, la mancanza di autostima, la malattia, la depressione, la solitudine, il festival proporrà momenti di sperimentazione e partecipazione a eventi olistici per la conoscenza di sé e delle diverse culture spirituali, culinarie, curative.

Modalità di iscrizione

E’ possibile partecipare agli eventi offerti dallo Strings Theory che trovate nella tendina del menù e prenotarvi per un evento del festival a scelta.

Gli eventi per voi

Lo Strings Theory Music Fest lavora per far lavorare, collaborando con attività culturali, artigianali, commerciali, professionali ed enogastronomiche del Polesine per poi andare “Over the Wall” del piccolo territorio e portare le belle idee che aiutano il territorio stesso promuovendo arti, mestieri ed enogastronomia locale presso i partecipanti al Festival che già ricopre un’utenza rilevante a livello nazionale; solo andando oltre i muri si crea sviluppo.  l’associazione opera per la promozione, salvaguardia e sviluppo del territorio polesano, il suo Festival è volto a contrastare l’impoverimento culturale giovanile, promuovere arti, mestieri e lavoro artigiano inerente l’ambito musicale e olistico, oltre a incentivare lo studio della musica e l’interscambio tra musicisti professionisti e allievi e/o dilettanti. Il programma prevede molti concerti e laboratori didattici, masterclass e workshop, portando artisti e professionisti dell’ambito culturale in Polesine, contribuendo al turismo e all’arricchimento culturale del territorio e dei suoi cittadini. Celebrando inoltre il centenario dei Ruggenti anni 20, è stata ideata una sezione di eventi denominata “Grandes Soirées COTTON CLUB”: vere e proprie serate di gala con degustazioni e concerti nelle quali potrete rivivere un ricevimento in villa degli anni venti. Durante tutto i mesi del festival verrà offerto anche un Seminario olistico per la cura del vostro benessere.

Incontrate i nostri professionisti

IL TEAM E GLI ARTISTI STRINGS THEORY 2020

Cristiana Gasi

seminario olistico

Psicologa – Psicoterapeuta della Gestalt, Sofrologa, esperta in Techiche Olistiche e Spirituali

dott. M°. Benedetto Frizziero

public relations del Camp e promozione

Maestro di batteria, batterista jazz diplomato al Conservatorio esperto in promozione e event coordination.

Dott.ssa CHIARA DA RIF

musicagiocando con Piccolo Do

Autrice del libro di didattica musicale Le Avventure di Piccolo Do, pianista, insegnante

dott.ssa Michela Epifani

Coach

Professionista esperta in crescita personale e sviluppo. Formazione e coaching a giovani, Manager, enti, associazioni.

Francesca Bellino

concertista, concept project

scrittrice, giornalista, autrice-radiotelevisiva, conduttrice e sceneggiatrice.

Francesca Della Puppa Trio

Grandes soirées Cotton Club, concertista

Il trio con Francesca Della Puppa alla voce, Davide Baldo alla chitarra e Marco Privato al contrabbasso.

    Francesca-Paola Montagni Marchiori

    Art Director - Ideatrice dello Strings Theory Music Camp

    Art Director. Artista Pittrice pluripremiata, Educatrice, cantante amatoriale, proprietaria di villa Marchiori dei Cappuccini

    Gerardo Balestrieri

    concertista, concept project

    cantautore, polistrumentista e interprete. Tre volte secondo classificato al Premio Tenco.

    James Maddock, David Immergluck, Alex Valle

    concertista, ospite internazionale

    Il songwriter di rango, la chitarra dei Counting Crows, il multi strumentista di Francesco de Gregori

    M° Luca Paccagnella

    concertista

    Violoncellista, direttore d'orchestra e musicologo, Docente Conservatorio “G. Verdi” di Milano.

    M° Michele Gazich

    Relazioni internazionali

    Musicista, compositore, cantautore, produttore, poeta. strumenti: violino, viola, pianoforte genere: folk - rock

    Marco Riva

    Masterclass - concertista

    compositore, polistrumentista e cantante italiano di lontane origini Tagike.

    Marco Vignazia & Sara Piolanti

    concertista, concept project

    Lo storico chitarrista blues romagnolo e la cantautrice forlivese

    More Sundays Duo

    Grandes soirées Cotton Club, concertista

    Elisabetta Maulo e Piergiorgio Pirro, suono terroso e blues della prima era del jazz

      Nick & Jack

      concertista - open Act

      Giovanissimo Duo veneziano Open Act di The Twisters with Alice Violato

        THE TWISTERS with Alice Violato

        Grandes soirées Cotton Club, concertista

        The Twisters with Alice Violato sono un gruppo blues, funky e soul con tre dischi all’attivo e dodici anni di storia.

        Tonello Sound & Lights Service

        service

        Service audio luci strutture e video

          Trio Labìr

          concertista

          Marco Dainese (viola, voce), Alberto Muneratti (chitarra acustica, elettrica, bouzouki) e Walter Sigolo (fisarmonica, voce).

          Walter Gatti

          consulente relazioni con la stampa e promozione

          esperto di comunicazione, cronista di musica e cultura dai primi anni '80

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          • ellensoakassociazioneculturale@gmail.com
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