JOHN STRADA

concertista

John Strada
Italiana • Canzone d`autore • Folk
John Strada
Basta crederci un po`
2025 – Crinale (www.crinalelab.com)
01/11/2025 di Aldo Pedron
#John Strada#Italiana#Canzone d`autore

John Strada divide la sua vita tra la sua attività di cantautore, songwriter e rocker e l’insegnamento della lingua e letteratura anglo-americana al liceo. Una passione e carriera musicale iniziate nei primi anni Duemila. Già nel 2008 esce Dalla periferia dell’anima realizzato in studio con Acoustic Sound Machine, una band di otto elementi fra i quali il chitarrista brasiliano Nelson Machado e da allora una fitta attività di concerti in Italia e all’estero, in Polonia, Ungheria, Inghilterra e Stati Uniti, dove si è esibito anche al mitico “Better End” di New York City. Nel 2016 pubblica il suo primo disco in inglese dal titolo Mongrel (letteralmente significa bastardo).

Esce ora il suo nono disco di inediti (LP, CD, digitale) Basta crederci un po’ con la produzione artistica e marchio di qualità Antonio Gramentieri (già solista e con all’attivo numerose produzioni, collaborazioni e incisioni con Vinicio Capossela, Sacri Cuori, Alejandro Escovedo, Dan Stuart, Nada) e la collaborazione di musicisti come Nicola Peruch al piano e tastiere (Zucchero, Ben Harper, Cesare Cremonini) e Diego Sapignoli alla batteria (sempre al fianco di Antonio Gramentieri con Capossela e A. Escovedo).
Il cantautore emiliano con questo nuovo disco continua il processo di personale maturazione artistica. Un viaggio che è partito da solide radici piantate nel rock and roll per poi continuare in mare aperto, senza dimenticare il punto di partenza ma cercando di esplorare nuove rotte. Inciso ai Crinale Studio (“La Casina”, un casale di Modigliana) dove vi è una vista e campagna a perdita d’occhio, fra Romagna e Toscana, Gramentieri ne cura suoni e produzione come soltanto lui sa magicamente creare. Suoni che rispecchiano i testi, a volte cupi ed ermetici, a volte giocosi e diretti, tutti in italiano.

Basta crederci un po’ che dà il titolo all’album è un electro-blues ipnotico dove la finta felicità ostentata sui social viene raccontata in tre storie diverse, vite in comune mediocri ma che sui social appaiono fantastiche. Ballando in città dal sapore alla Velvet Underground di Lou Reed e John Cale è dedicata a Mary Poppins in un viaggio romantico con lo spazzacamino Bert e la governante inglese.

Parlavo da solo è uno stream of consciousness quasi interamente parlata, raccontata in prima persona e dove ci potrebbe stare il testamento socio-intellettuale dello stesso autore, mentre Non ti dirò ti amo è una canzone allegra dal facile ritornello e cori ammiccanti. Manca il respiro è un lento d’atmosfera con la consapevolezza di non esser diventati quello che si voleva essere da teenager a 14 anni e di abituarsi all’idea che non si è riusciti a cambiare il mondo. Girasoli è stata scritta pensando a Federico Aldrovandi ucciso a soli 18 nel 2005 dalla Polizia di Ferrara senza alcun motivo. Atmosfere noir e suoni minimali, per una riflessione sulla violenza.

La scuola è finita è una canzone d’atmosfera leggera, di liberazione e di libertà, ricordando che Strada è un insegnante e lui gode del tempo libero. Amor Social è una storia amara di una conoscenza tramite social, lui italiano, lei sudamericana; finalmente il sospirato incontro in aeroporto, ma lei non si presenta e tutto finisce lì. Suoni vellutati e accattivanti nella spasmodica attesa.

La vita va è la storia semi-seria di un disadattato. Una ballata dove il protagonista ha una vita legata a promesse effimere che non possono essere mantenute. Giocattoli Rotti con la chitarra elettrica sognante di Don Antonio Gramentieri è una classica ballata, con atmosfere idilliache e la voce profonda di Strada. Chiude La tygre e l’agnello ispirata alle poesie The Tyger (1789) e The Lamb (1794) di William Blake (un poeta della prima generazione romantica inglese; il ritmo incalzante e il parlato invece ci riportano direttamente a Tom Waits e Nick Cave.
Un disco che si concentra sull’ossessione di apparire sui social, riflessioni sul disastro ambientale, l’imbarbarimento della società, la violenza, il femminicidio, ma anche la bellezza della vita, la speranza e l’amore di coppia.