Marco Riva

Masterclass - concertista

Marco Riva è un musicista italiano di estrazione jazzistica nato a Milano nel 1968.
Compositore, polistrumentista, autore e cantante, ha all’attivo decine di pubblicazioni in Italia e all’estero di genere jazz, blues, folk e ambient.
Scrive musiche per documentari, jingles e ambientazioni sonore per spazi pubblici.
E’ attivo in ambito jazzistico come suonatore di kemancello (un kemancè persiano da lui modificato) e come contrabbassista.
Come autore ha un repertorio originale di oltre duecento canzoni che spaziano dal country blues al teatro canzone.
Studioso di psicoacustica, etnomusicologia e discipline orientali è attivo anche come didatta attraverso guide all’ascolto di musiche extraeuropee e laboratori musicali per bambini e adulti. e florido compositore e fondatore di diverse etichette discografiche. Maestro di strumenti arcaici, compositore di colonne sonore per la RAI e Mediaset. La definizione di uno stile che possa inquadrare il musicista e un suo posizionamento in un determinato genere musicale non è semplice perché la sua caratteristica più marcata è quella dell’eclettismo musicale.
Le sue composizioni abbracciano un range molto vasto e l’utilizzo di molti strumenti diversi rende quasi impossibile una generalizzazione a riguardo.E’ più opportuno parlare di “background musicale”, di “bagaglio artistico” che vede il blues e il jazz come elementi principali ma non esclusivi e di una concezione tonale e orizzontale della musica che privilegia la melodia e la ricerca estetica, l’improvvisazione e l’estemporaneità piuttosto che la ricerca di strutture musicali preordinate e complesse.Il contrappunto e l’eterofonia vengono prima dell’armonia, la melodia in senso tonale ed esteticamente gradevole ha più importanza di qualsiasi formula derivata dallo sviluppo degli accordi (come ad esempio nei pattern jazzistici spesso stereotipati e prevedibili).La sua ricerca lo porta poi ad utilizzare elementi particolari derivati dai suoi stessi strumenti in modo che il fraseggio, soprattutto durante le improvvisazioni, possa arricchirsi di materiali timbrici e ritmici inconsueti (ad es. quarti e terzi di tono, pattern ritmici derivati dalla musica indiana e persiana etc.)
Come polistrumentista si distingue per l’uso del kemancello e del contrabbasso in ambito jazz e contemporaneo, per il violino nel blues, funky e folk e come cantautore in un repertorio che spazia dal folk al counrty blues al rock.Gli altri strumenti da lui suonati sono i seguenti: chitarre, basso elettrico, kemance, salteri medievali, rabab, lira pontiaca, viella, ribeca, sarinda, dulcimer.