Paola Ceriotti

Grande Soirée Cotton Club

Tra le sue dita ago e filo diventano polvere magica e il risultato sono cappelli che sembrano gioielli: pezzi unici, rigorosamente a mano, con finiture “pasionarie”. Lei è Paola Ceriotti, una ragazza che ha trasformato la taverna di casa, in via Pontano, alla Guizza, in un laboratorio sartoriale. Dietro la favola e la magia però non ci sono stati solo successi. La vocazione di Paola ha ricevuto una vigorosa «spinta» dopo il licenziamento quando aspettava la sua bambina. Figlia di un primario in pensione, ha studiato prima al Tito Livio e poi a Milano, diventando grafica pubblicitaria. Dopo 12 anni in un’azienda padovana, è stata lasciata a casa perché in dolce attesa. Da lì la salita più o meno ripida alla ricerca della sua strada fino a ritagliandosi la nicchia dei cappelli e degli accessori decò. Oggi vanta più di 200 clienti fisse, informate di ogni collezione.Paola studia ogni dettaglio: dalla scelta delle stoffe agli abbinamenti di colore fino al più piccolo bottone. Il cartamodello pensato viene modellato, plasmato, fino a diventare perfetto ed è il quel momento che arriva sempre, puntuale, la meraviglia che riempie Paola di stupore: «Per me ogni cappello è unico, come la persona che andrà ad indossarlo», spiega, «spesso, mentre realizzo un copricapo, immagino il viso di chi lo acquisterà. Perciò non esagero se dico che per me c’è un pizzico di magia quando il cliente trova il “suo” cappello, quello che gli calza a pennello quasi come fosse fatto su misura. A qualcuno sembrerà una sciocchezza, ma sono piccole soddisfazioni e piccole gioie che rendono piacevole il mio lavoro ed alimentano passione e amore per un mestiere che mi piace tanto».